Spirito del vento

Declivio del cuore, sostentami ancora quando ti chiederò di accudirmi nell’ultimo barbaglio dei giorni. Sarà per un debole accorato spirito del vento che sentiremo la voce del mare fluire nelle nostre fantasie di bambini, sarà per un’altra corsa tra file di riarsi girasoli che guarderemo in lacrime il volto dell’autunno che sempre torna madido di buio. E con l’immagine del contadino vinto dalla falce fingerò di ricordare il nome di lei.

L’orma della mente

Tu che affondi l’orma della mente nel reame terreno, uomo, considera il passo tuo come il quieto respiro e lasco del cipresso nell’aria che di rimpianto odora. Inarcato alla zolla fangosa porgi il desiderio di una vita parca accolto, mentre lamine di cielo rosseggiante rilucono nel ricordo di quando varcasti indugiante il limite del tuo fuoco. Ora abbandonati all’orizzonte illune e piega un’ultima volta questa falce.

Esperide clemente

Sibili mendaci frastornano il cuore che al sulfureo del mondo attinge. Pietrose ormai le bocche che molli baciammo nel tempo delle vite fugaci. Oh esperide clemente, porgi a noi il tuo viso colmo di lumi e dicci se a seguitare dobbiamo il tuo riso o se nascondere i nostri appetiti sotto un giaciglio di orgoglio e strame.

Patto di Natura

Uomini che siete vivi per un patto di natura, considerate l’eccezionalità casuale dell’esistenza. Radici di sangue e foglie di pelle si protendono al cielo della mente, alternanze di fervori e prostrazioni.  L’occhio cinge il suo nervo palpitante in volte infinite e desideri inani. La necessità del nascere denuda le sue creature. Niente altrove.